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Kyokushin – La storia

Il fondatore del Kyokushin, Masutatsu Oyama, nacque a Gimje il 27 luglio 1923 nella regione di Il-Loong, Corea, durante il lungo periodo di occupazione giapponese. Sin da giovane si era appassionato al combattimento sia in prima persona che come spettatore. Nel 1938, emigrò in Giappone dove studiò il Karate di Okinawa sotto la guida di Gichin Funakoshi, conquistando il 2° dan. Successivamente, Oyama, si allenò inoltre sotto Yoshida Kotaro, un famoso maestro di Daito-ryu Aiki-jujutsu/Yanagi-ryu Aiki-jujutsu, da quale ha ricevuto un’antica forma di grado: menkyo kaiden – un rotolo di carta che significa dominio – da Kotaro. Questo rotolo di carta si trova ancora in mostra presso l’Honbu Dojo di Tokyo.

Lo scopo era quello di sviluppare una forma di Karate che sapesse contrapporsi al Kung Fu e al Taekwondo, al fine di ridare dignità allo spirito nipponico già pesantemente provato dal dopoguerra. Ispirato al Confucianesimo e alla filosofia Zen, il Kyokushin nella mente di Oyama Sosai (fondatore) era dunque un laboratorio dove dovevano confluire le tecniche più efficaci prodotte dalle varie Arti Marziali e Sport da Combattimento da lui studiate: dal Karate al Pugilato, dal Kung Fu al Taekwondo, dal Judo all’Aikido.

Il Kyokushin era in sostanza la sintesi delle esperienze di Oyama che sin da giovanissimo si era dedicato alle arti marziali praticando il judo e la boxe. Tra le esperienze del fondatore del Kyokushin si annovera anche l’ingresso nella Butokukai, l’accademia formativa dell’Arma Imperiale Giapponese, specializzata in guerriglia, spionaggio e combattimento a mani nude, dove Oyama passa 2 anni.

Negli anni degli esordi la durezza degli allenamenti promossa sotto Oyama era proverbiale. Non era infrequente assistere quotidianamente a incidenti come naso e denti, svenimenti ecc. Ciò se da un lato alimentava il mito del “karate più forte al mondo” d’altro ne impediva una reale diffusione di massa. Serviva una soluzione che Oyama trovò nel bandire i pugni al viso nel regolamento di gara.

Così facendo si evitarono gli incidenti ma con un effetto collaterale. Quella che infatti doveva essere nelle intenzioni di Oyama un intelligente strumento di diffusione tra gli amatori si trasformò negli anni a venire in un enorme limite soprattutto nelle occasioni di confronto con altre Arte Marziali e Sport da Combattimento che iniziarono a spopolare negli anni novanta.

Con l’intenzione di ripristinare l’onore perduto del Kyokushin il M° Hatsuo Royama, uno dei più illuminati allievi di Mas Oyama, fonda così la Kyokushin-kai International, unica Organizzazione di Kyokushin giapponese a promuovere la pratica di combattimento con pugni al viso, lotta in piedi e a terra. Bandendo l’eccessiva commercializzazione, il M° Royama intende ripristinare lo spirito antico del Kyokushin Tradizionale preservando l’incolumità fisica del praticante, coltivandone al tempo stesso la formazione spirituale.

Tuttavia, è importante sapere che concettualmente il kyokushin karate, così come ideato e creato originariamente dallo stesso Oyama, prevede l’uso di proiezioni a terra dell’avversario(judo), leve articolari(aikido e jujitsu), pugni al viso nel kihon geiko (boxe) e altro ancora.Anche se apparentemente poco contemplate nel tradizionale allenamento quotidiano nei vari dojo, tali tecniche sono tanto frequentemente quanto inconsapevolmente allenate da ogni praticante in una forma esoterica, letteralmente cioè, “nascosta” alla vista più superficiale dell’osservatore esterno, così come del praticante inesperto o del principiante. È quindi errato ritenere che a tutt’oggi il kyokushin karate sia uno stile ormai “datato” o incompleto sebbene tale conoscenza superiore è, purtroppo o per fortuna, appannaggio di una minoranza di praticanti molto esperti.

FONTE WIKIPEDIA