OSU – Significato e quando NON utilizzarlo

Se praticate arti marziali, in particolare karate, ancora più specifico Kyokushin e suoi derivati, potreste esservi scontrati con un abuso del termine OSU !
il karate a pieno contatto richiede una fatica progressivamente incrementale (lo dico avendolo provato sul mio stesso corpo) maggiore di quanto si possa immaginare, che utilizza una semplice e breve parola motivante per mantenere il morale e le sinapsi sempre pronte a dare il massimo.

Sembra che il termine derivi dalla combinazione delle parole (ideogrammi, Kanji) :

– “osu” che significa “spingere”;
– “shinobu” che significa “sopportare la sofferenza”

tali due ideogrammi si combinano in una parola contratta che può assumere diversi significati, modi di interpretazione che riportano grossomodo allo stesso concetto motivazionale, per fare degli esempi :

  •  se ad esprimerlo (vedi urlarlo) è un maestro assume uno dei seguenti significati:
    •  “non fa male”,
    • “sei più resistente di quanto pensi”,
    • “sei più forte della fatica stessa”,
    • “diverrai migliore superando questa prova”,
  • se ad esprimerlo è un allievo:
    • “ho capito”,
    • “Sissignore”,
    • “lo farò incondizionatamente”,
    • “non mi farò fermare da questa prova”.

Linguisticamente ho appreso che queste tre lettere motivanti, sono piuttosto giovani,  coniate di recente dagli ufficiali della Marina Militare Giapponese, sono l’equivalente di “obbedisco” o “signorsì signore” pertanto una forma di devozione, accettazione incondizionata, un atto di fiducia.

Il termine non ha origine dal Karate, non ha origine ad Okinawa ed essendo militare come termine se vogliamo è lontano dal senso stesso delle arti marziali.

Personalmente, ho praticato karate Knockdown e successivamente altre arti marziali, in questi contesti ho capito che il termine OSU non è così universale nelle arti marziali giapponesi anzi al contrario è in alcuni contesti visto come termine poco rispettoso.

Quindi se il vostro Maestro lo usa nel Dojo va benissimo utilizzarlo, se diversamente siete in un altro Dojo e/o state provando (ammesso che abbiate voglia, tempo e coraggio di farlo) altre forme di arti marziali, sebbene in buona fede, guardatevi bene dal gridare subito “OSU” perchè spesso è semplicemente un’espressione volgare e militare che non affonda le radici nella tradizione.

Spero di avervi risparmiato qualche figuraccia che personalmente ho fatto anche in presenza di giapponesi che con dignità mi hanno semplicemente guardato in modo assai strano 🙂

Ovviamente non fidatevi solo della mia esperienza personale e se avete tempo tra un allenamento ed il lavoro, leggetevi anche questo articolo di cui metto il link qui sotto, se lo avessi letto qualche anno fa mi avrebbe risparmiato simpatici teatrini.

https://asdkimasa.wordpress.com/2013/12/04/il-significato-di-osuoss-e-almeno-due-buoni-motivi-per-i-quali-e-meglio-non-abusarne/comment-page-1/

ed ancora vi allego un altro link ad un blog interessantissimo di arti marziali ed riporto un breve periodo del  testo in esso contenuto :

http://ryukyu-bugei.com/?p=5342

“With the defeat of Japan in 1945, the General Command of the Supreme Commander of the Allied Forces dissolved the Dai Nippon Butokukai and banned the teaching of budō in schools and universities. The Senmon Gakkō was renamed to “Kyōto Specialized School – Department of Humanities and Literature” (!!!), but closed its gates after the last graduation ceremony in January 1947.

It was the Senmon Gakkō where the salutation “osu!” was born. It is the gross residue of an obsolete male language, bordering to the obscene, and the expression of an ideological budō closely related to ultranationalism, militarism, and imperial megalomania.”

 

il testo del blog di cui sopra si conclude con una riflessione :

“To “Osu”, or not to “Osu”: for me it is not a question.”

Buon allenamento e buona lettura !

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